dicembre: 2018
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Piccoli giardinieri crescono

Semine d'inverno. Idee per la primavera

Dopo una massiccia zappatura (va in mona il mal di schiena!!) e dopo aver preparato il terreno delle due aiuole dove c’erano i tagete e la parietaria, abbiamo seminato un miscuglio di fiori di campo. Ci siamo procurati una scatola di semi perenni adatti a zone semi ombreggiate, speriamo di buona qualità. Abbiamo poi usato le foglie rastrellate per coprire il tutto. Ora non ci resta che aspettare.
Nel frattempo al termine di un “durissimo” aperitivo indetto al “Tempio” per riordinare le idee per il futuro, abbiamo pensato che:

- la priorità è aprire il cancello per favorire l’accesso al giardino, troppe sono le persone che passano e guardano incuriosite, ma poi tirano diritto. Al più presto ci mettiamo al lavoro.
- Anche le rose lungo la rete andrebbero ripensate, si potrebbero raggruppare in un piccolo roseto vicino alla vite, facilitando così l’accesso e la manutenzione della zona orto.
- Altro cosa a cui dovremmo pensare è un qualche intervento che guardi ai più piccoli, una struttura/gioco ancora non meglio definita. Il ponte sospeso? uhm moolto bello, ma moolto impegnativo. Una casetta di legno? è già più semplice. Una costruzione in terra cruda? ce la caviamo in un paio di giornate di intenso lavoro coinvolgendo anche i bambini ma se ne riparla con la bella stagione.
Poi, in ordine sparso:
- bisogna sistemare l’area gazebo, bonificandola e magari realizzandola con una copertura in legno
- Sistemare la recinzione cadente dietro la vasca (magari mettendo arbusti o cespugli di rose?)
- Organizzare per il periodo invernale incontri aperti anche agli esterni su argomenti tecnici come potatura, talee, ecc
- Organizzare incontri di scambio esperienze con realtà omologhe e affini (altri community garden, orti autogestiti, ecc.)
- Stabilire un legame più stretto con il coordinamento orti e giardini comunitari urbani

Insomma, d’inverno le piante “dormono”, ma i giardinieri no.

Serra ciclica

Nel cuore del giardiniere di città batte una bicicletta, mezzo leggero e flessibile e elemento fondamentale dell’immaginario dell’ecologista urbano, dotabile di carrellino per il trasporto di piante. Ecco perché ragionando su come proteggere le nuove semine invernali di insalate e spinaci che avevamo fatto settimana scorsa, e pensando ai materiali da recuperare per fare un tunnel coperto per mantenere temperatura e umidità, a Marcello è arrivata la grande idea: al posto degli archetti, per sostenere la plastica, perché non mettere dei vecchi cerchioni? le idee buone devono avere subito un seguito. Venerdì dunque siamo passati alla ciclofficina di agraria, dove i cerchioni sono materiale in eccesso, da smaltire, formano orrende cataste. Ne abbiamo recuperati una decina.
Nelle aiuole (quelle dove questa estate stavano patate e zucchine) stavano già spuntando i primi germogli. Abbiamo scavato i solchi con la zappetta, poi cerchioni sono stati interrati per circa un terzo, e messi a una distanza di 40 centimetri ciascuno. Mano a mano che la costruivamo ci venivano dei dubbi, ma abbiamo trovato una soluzione per tutti. per evitare che il telo di plastica possa crollare in caso di pioggia, abbiamo fissato sul colmo dei pali di bambù e dei legni, risorsa accumulata sotto il portico. Poi abbiamo steso la plastica (recuperata dalla scuola Pizzigoni). I bordi ricadevano abbondanti sui lati. Interrare o fermare a terra con le pietre? Meglio un sistema reversibile per poter aprire la serra quando si vuole e lavorare sulle piantine: quattro pali di legno a sezione rettangolare sono stati avvolti sui lati. Le temperature notturne stanno scendendo sotto i 10 gradi, il limite oltre il quale la primavera si arresta. Siamo salvi.

La festa, immagini del secondo giorno

Il Trio acustico al Giardino del Sole