settembre: 2018
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Zen garden

Il nostro giardino ha un sapore un po’ zen. Basta guardare le bandierine tibetane appese alla rete di recinzione o sostare vicino alla vasca dell’acqua e alla panchina ricavata dalla pietra per cogliere quella particolare sensazione. Una sensazione amplificata dall’apparentemente inspiegabile senso di pace e di serenità che si prova a starci anche per pochi minuti. Da queste impressioni è nata l’idea di raccogliere alcune riflessioni scritte dal maestro zen e monaco vietnamita Tich Nhat Hanh nel suo libro “Respira! Sei vivo”. Buona lettura.

Piantare un seme o una piantina significa affidarsi alla terra. La pianta prende rifugio nella terra e dipende da essa se crescerà più o meno bene. Molte generazioni di piante sono cresciute splendenti e meravigliose alla luce del sole per creare un fertile humus, che poi continua a nutrire le generazioni a venire. Se la terra è bella, fresca e verde, oppure inaridita e secca, dipende dalle piante che le vengono affidate. Le piante e la terra, per la vita, dipendono le une dalle altre.

La terra è nostra madre. Tutta la vita sorge da essa e ne è nutrita. Ognuno di noi è suo figlio e, a un certo punto, essa ci riporterà di nuovo a lei. In realtà, continuamente prendiamo vita e ritorniamo in seno alla terra.

Fare giardinaggio è un’attività stupenda e rilassante. Se viviamo in città, forse non ci sono occasioni per zappare il terreno, piantare ortaggi o prendersi cura dei fiori. E’ un peccato. Essere in contatto con la Madre Terra è un modo meraviglioso per conservare la salute mentale.

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